Crea sito

Irlanda: deviano un’autostrada per salvare un albero sacro alle Fate

Irlanda: deviano un’autostrada per salvare un albero sacro alle Fate

Irlanda: deviano un'autostrada per salvare un albero sacro alle Fate

Questa è una storia che ha dell’incredibile, ma la cosa bella è che è tutto vero.

Anche se sembra davvero una fiaba.

Ascoltate qui:

‘C’era una volta un albero sacro, in Irlanda, dove si riunivano le Fate del Bosco.

Un giorno degli uomini senza scrupoli decisero di abbattere quell’albero per costruire un’autostrada.

Così arrivò un uomo, che convinse tutti a spostare l’autostrada per salvare l’albero.

E vissero tutti felici e contenti’.

Una bella storia vero?

Non ci credete?

Allora leggete qui:

C’era una volta uno scrittore di nome Eddie Lenihan

Irlanda: deviano un'autostrada per salvare un albero sacro alle Fate

C’è uno scrittore di origine irlandese che si chiama Eddie Lenihan.

Questo scrittore, naturalmente, ha scritto un libro, che parla di quando nel 1999 riuscì a salvare un “fairy bush”, ossia un cespuglio delle fate, dall’edificazione di un tratto di autostrada nella contea di Clare, in Irlanda.

Eddie è uno degli ultimi seanchai (in scozzese seanchaidh, che significa “portatore dell’antica tradizione”, cioè colui che tramanda oralmente le storie narrate dagli antichi Bardi) esistenti.

Ma è anche un attivista.

Nel suo libro, che si chiama Meeting the Other Crowd: The Fairy Stories of Hidden Ireland, parla della convivenza del popolo delle fate con l’attuale territorio irlandese.

Tra i suoi libri c’è uno anche in italiano, con il titolo ‘Le creature della notte‘.

Quando Eddie seppe dell’intenzione di edificazione di un’autostrada che avrebbe tagliato proprio quel cespuglio sacro, è intervenuto.

Irlanda: come è riuscito Eddie a salvare l’albero?

Irlanda: deviano un'autostrada per salvare un albero sacro alle Fate

Intanto, Eddie Lenihan ha cominciato informando le autorità che quel cespuglio era uno storico “forte” sacro alle fate.

Se fosse stato abbattuto avrebbe causato sciagura e morte a chiunque avesse attraversato quel luogo.

Incredibilmente, l’ingegnere a capo dei lavori, Tom Carey sostenne che fosse possibile proseguire i lavori, “girando attorno” al fairy bush, per non distruggerlo.

Non solo, fece di quel cespuglio un luogo di attrazione, salvando strada, tradizione, leggenda e automobilisti, nonché l’economia del posto.

Non è una cosa da prendere alla leggera,

Capita spesso che le stesse guide turistiche si rifiutino di accompagnare i turisti alla visita dei ‘fairy trees’, che sono osservabili solo da lontano.

Se per caso qualcuno spezzasse anche un solo rametto infatti, rimarrebbe vittima di una maledizione.

Non ci credete?

Sapete quale famiglia celebre ha osato abbattere l’ultima volta uno di quei luoghi sacri?

I Kennedy.

Eddie Lenihan rassicura tutti sul fatto chele fate non hanno intenzioni cattive, a meno che i loro luoghi sacri non vengano violati.

Le fate nella tradizione

Irlanda: deviano un'autostrada per salvare un albero sacro alle Fate

Ma le fate, si sa, non esistono, vero?

O si?

Giudicate voi sessi con le parole della studiosa Cassandra Eason:

Cassandra EasonAl processo contro Giovanna D’Arco, nel 1431, le fate furono citate come capo d’accusa. Si sostenne, infatti, che Giovanna avesse officiato rituali intorno a una quercia nota col nome di “Albero delle fate”. Col tempo quella pianta era diventato un santuario sacro alla Vergine Maria e le ragazze erano solite intrecciare ghirlande in suo onore, un esempio della commistione tra vecchia e nuova religione, frequente tra la gente dell’epoca. Nelle campagne, dove l’influenza dei Celti è rimasta molto forte, il piccolo popolo non cessò però mai di esistere. Perfino oggi, in Irlanda, sono poche le persone che si azzardano a costruire la loro casa sui sentieri delle fate (le ley lines, linee che collegano le antiche fortezze costruite in cima alle colline), mentre sono ancora molte quelle che, di notte, lasciano fuori dalla porta di casa latte o whisky per il piccolo popolo.

 

Ti potrebbe interessare anche...