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Marck Art: da disabile bullizzato a nuovo genio dell’arte

Marck Art: da disabile bullizzato a nuovo genio dell’arte

Marck Art: da disabile bullizzato a nuovo genio dell'arte

Guardate bene questo quadro, perché è stato fatto dal nuovo genio dell’arte.

Ma non è questa la buona notizia, anche se si tratta di una Notizia dalle 7 Arti‘.

Oggi vi raccontiamo una storia, la storia di Marco Urso, in arte ‘Marck Art‘.

È una storia importante per tanti motivi.

Perché non è solo la storia di un ragazzo che ha realizzato una passione.

È la storia di un riscatto, di un ragazzo che a scuola veniva deriso e bullizzato perché era diverso, disabile, un po’ sordo, e che invece adesso è considerato il nuovo genio dell’arte.

Sì, perché questa è una storia che ci insegna come la parola disabile sia veramente da abolire dal vocabolario.

Marck Art; quando lo scoprì Vittorio Sgarbi

Marck Art: da disabile bullizzato a nuovo genio dell'arte

Come tutte le storie a lieto fine, anche questa passa per un difficile percorso.

Ma cominciamo dalla fine.

c’era una volta un critico d’arte, di nome Vittorio Sgarbi.

Sgarbi, una sera per caso a Favara, in Sicilia, stava passeggiando quando vide un quadro in una mostra.

Subito ha pensato, da intenditore, a un’opera di un genio dell’arte contemporanea.

Pollock, o Picasso.

Così ha chiesto di parlare con l’autore,

Si trattava di Marco Urso, in arte Marck Art.

Un ritardato.

Eccola qui la brutta parola!

Come poteva essere ritardato qualcuno che dipingeva in quel modo?

Eppure a scuola lo avevano definito tale.

Ritardato mentale.

Forse perché era un po’ sordo, forse perché era chiuso, parlava poco e aveva una modalità di apprendimento che purtroppo alla scuola rigida è proprio incomprensibile.

Ritardato un tubo!

Marco è un genio, ea la scuola ad essere ritardata perché non lo capiva.

Ritardo mentale: quando la scuola è la vera handicappata

Marck Art: da disabile bullizzato a nuovo genio dell'arte

Eppure la scuola che marco frequentava era la vera ritardata,

Marco veniva anche bullizzato, preso in giro e deriso.

Ma nessuno capiva che il fatto, magari, che non riuscire a risolvere un’equazione non è sintomo di ritardo.

Anche perché un’equazione, con una calcolatrice, più o meno la facciamo tutti.

Ma quasi nessuno al mondo dipinge come lui.

L’operazione al cuore che ha liberato il genio

Come in tutte le storie che si rispettino, ad un certo punto arriva il colpo di scena.

Marco inizia a suonare la fisarmonica senza averla mai studiata.

Non proprio un ritardato no?

Così prova con il pianoforte, che sembra fatto per lui.

Eppure non lo aveva mai studiato.

E suona, suona, suona, melodie che vengono da un posto lontano, sconosciuto.

Forse troppo, perché ad un certo punto Marco sta male.

Un giorno il cuore di Marco ha ceduto.

Il cardiochirurgo disse ai suoi genitori che Marco se n’era andato.

E in un certo senso era così.

Ma dopo minuti che sono sembrati un’eternità, Marco è tornato.

M anon era più lui, era Marck.

Libero, libero di dipingere il mondo meraviglioso che aveva visto in quei minuti e che era sempre stato nel suo cuore.

Questa era la storia di Marck Art, da disabile bullizzato a nuovo genio dell’arte.

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