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Pesaro: la prima scuola primaria dove non si danno voti

Pesaro: la prima scuola primaria dove non si danno voti

Pesaro: la prima scuola primaria dove non si danno voti

A Pesaro c’è una scuola primaria molto particolare, una di quelle scuole in cui avremmo voluto andare tutti da piccoli.

Sì, perché a Pesaro c’è una scuola primaria in cui non si danno voti.

Avete letto bene, e la notizia, oltre a far parte della categoria delle ‘Notizia piccole piccole‘ dedicate ai nostri bambini, rappresenta davvero una rivoluzione culturale fondamentale.

Vediamo perché.

Pesaro: la prima scuola in cui non ci sono voti

La scuola è il posto in cui passiamo la maggior parte della nostra vita.

Dai 6 anni, ma quasi sempre anche prima, fino a 13 o 18 anni (e per molti anche dopo con l’Università).

Rappresenta quindi un luogo in cui sono concentrati i nostri sogni, le nostre speranze, e spesso purtroppo anche le nostre paure.

Il brutto voto!

Chi di noi non ha letteralmente tremato davanti al brutto voto messo dalla maestra.

Vergogna, senso di frustrazione e di fallimento, punizioni, castighi e rimproveri dei genitori.

Ecco perché non mettere un voto può rappresentare davvero un capovolgimento psicologico, e motivo e culturale grandissimo.

La scuola Chiara Lubich e il suo esperimento senza voti

Nella scuola primaria Chiara Lubich di Pesaro probabilmente si sta facendo la storia.

Qui, 41 alunni hanno aderito ad un vero e proprio esperimento. Niente voti, solo la pagella a fine anno, per la valutazione finale.

Ecco le parole del docente Giulio De Vivo:

La scuola deve promuovere i talenti non certo tarparne le ali. A volte i bambini si identificano con il brutto voto invece di pensare che si tratti di una prestazione andata male. E’ quello che con il progetto ‘Essenza scuola’ vogliamo evitare. Nostro compito è promuovere la motivazione perché il bambino trovi le condizioni per dare il meglio di sé invece di inseguire il bel voto a tutti i costi.

Nessun giudizio, nessuna valutazione, solo seguire le singole vocazioni degli studenti per indirizzarli.

Non potremmo essere più felici!

 

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